Consigli utili per viaggiare in Marocco


PASSAPORTO E VISTI PER CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA

Carta d’identità, valida per l’espatrio per gruppi di minimo 15 persone con relativo voucher di prenotazione di servizi alberghieri, oppure Passaporto in corso di validità e con una durata di 6 mesi dal momento dell’ingresso nel paese. I ragazzi di età inferiore a 15 anni devono essere in possesso del proprio passaporto.

 

MONETA

Il sistema monetario del Marocco ha come unità il dirham, pari a circa euro 0,09. Il cambio valutario può essere effettuato presso le banche, gli uffici di cambio, gli aeroporti e gli alberghi; la valuta non può essere esportata, si consiglia pertanto di conservare la ricevuta di cambio per l’eventuale riconversione in valuta straniera all’atto della partenza. Le principali carte di credito sono accettate da alberghi, ristoranti e alcuni negozi.

 

ORA LOCALE

La differenza fra Italia e Marocco è -1 ora nel periodo in cui in Italia vige l’ora solare e -2 ore nel periodo di ora legale.

 

CLIMA

A nord e lungo le coste: clima mediterraneo con estati calde e inverni miti. Al centro e Sud del Paese, clima desertico: secco, con scarse piogge e forte escursione termica tra il giorno e la notte. Temperature più basse nelle zone montuose. A sud lungo la costa atlantica, clima temperato tutto l’anno.

 

TELEFONO

Il prefisso internazionale per chiamare il Marocco è 0021 seguito dal prefisso della località e dal numero dell’abbonato, per chiamare l’Italia 0039 seguito dal numero dell’abbonato. La copertura GSM in Marocco è buona, fanno eccezione alcune zone desertiche del sud.

 

INGRESSO AI MONUMENTI

Non è consentito l’ingresso all’interno di Moschee e luoghi sacri (eccezione fatta per la Moschea Hassan II a Casablanca, la Moschea Hassan V a Rabat e la Tomba di Moulay Ismail a Meknes) e di antichi palazzi ancora di proprietà privata. 

Nota: nei nostri tour NON SONO MAI INCLUSI GLI INGRESSI AI MONUMENTI.

 

DURANTE IL VIAGGIO

Precauzioni di tipo igienico-sanitarie e per la guida sono necessarie se si viaggia nella stagione calda: la regola base è avere una buona provvista di acqua, non bere acqua non imbottigliata e bevande ghiacciate, ma preferire un buon tè alla menta che disseta e dà energia. Le norme elementari di igiene per quanto riguarda l’alimentazione sono da tenere sempre presenti. La cucina marocchina è composta di piatti cotti a lungo, stufati o a vapore: questo diminuisce il rischio di contaminazione del cibo. Le insalate a foglia verde e le salse tipo maionese e vinaigrette sono acquisizioni recenti dovute al passato coloniale e alla necessità di offrire una cucina internazionale ai turisti, non si incorre in nessun problema. Evitate di mettere l’aria condizionata al massimo: lo sbalzo termico quando si scende dalla macchina è ancora più insopportabile. Il caldo non è solo una realtà climatica, è anche un modo di viverlo. La nostra capacità di sopportazione dipende moltissimo dall’atteggiamento mentale di fronte al fatto che non c’è via di scampo alla calura. Accettarla, lasciarsi invadere, muoversi con calma, non affrettarsi, organizzare tempi lunghi per spostamenti, visite, sono gli atteggiamenti corretti per non trasformare il viaggio in un martirio. Oltre al caldo “normale”, a volte soffia il vento da sud-est, chiamato chergui (analogo al ghibli o all’harmattan), con il suo corredo di sabbia e polvere. Gli occhi e il naso bruciano. Si capisce allora perché la gente del posto è coperta dalla testa ai piedi. La necessità di coprire sempre, il più possibile, il viso e il corpo ha dato origine all’abbigliamento che ha fatto il fascino e la leggenda degli abitanti del Sahara: larghi vestiti di cotone, lunghi fino ai piedi, un telo lungo anche cinque metri, lo cheche, avvolto con abilità e grazia sul capo e sul viso. Senza voler essere la replica dei sahariani, consigliamo un abbigliamento comodo di cotone, quindi pantaloni lunghi, camicia a maniche lunghe, un copricapo comodo (il cappello di paglia vola via), occhiali da sole, ma anche calzoni al ginocchio (anche per le donne) e maglie a manica corta durante il giorno (anche per le donne). Ricordiamo che il Marocco è un Paese molto sviluppato, e per le donne non ci sono delle regole così ferree da rispettare. Un abbigliamento sobrio e rispettoso della cultura del paese è più che sufficiente.

 

IL REGNO DEL MAROCCO


LINGUA E POPOLAZIONE

La lingua ufficiale è l’arabo. La popolazione parla un dialetto arabo, la darija, che accoglie molti vocaboli francesi e spagnoli. Nel Sud la popolazione è berbero fona e parla la tachlhit, con alcune differenze fra il dialetto del Sud-ovest e del Sud-est. Nelle Province Sahariane si parla l’arabo hassania, parlata arabo-marocchina che maggiormente si avvicina all’arabo classico. È il retaggio delle invasioni degli arabi Maaqil che raggiunsero la Mauritania nel XIII-XV secolo.Il francese è diffusissimo, soprattutto fra gli strati colti della popolazione, tanto che spesso è usato contemporaneamente all’arabo. In tutti gli uffici, gli impiegati parlano il francese e quasi tutti i moduli sono redatti nelle due lingue. 

 

RELIGIONE E FESTIVITÀ

La religione ufficiale è l’Islam. Il re è il capo della comunità dei fedeli (Amir al Mouminin).Le altre fedi praticate e aventi propri luoghi di culto sono l’ebraica e la cattolica.L’obbligo religioso più conosciuto del mondo islamico è il Ramadan, letteralmente il nome di uno dei mesi del calendario lunare. In questo mese si pratica il digiuno: dall’alba al tramonto vige il divieto di mangiare, bere, fumare ed avere rapporti sessuali. È anche il mese in cui ogni pasto, dopo la rottura quotidiana del digiuno, è un’occasione di festa e la cucina diventa particolarmente ricca ed elaborata, soprattutto per la grande varietà di dolci e crêpes. Durante il mese di Ramadan, la vita cambia ritmo e tutto funziona al rallentatore. Nelle cittadine e nei villaggi i ristorantini sono chiusi per tutto il mese e a volte si pone per il non musulmano il problema di dove pranzare. L’ora della “rottura del digiuno” è annunciata in città da una sirena o da un colpo di cannone e nei paesini dal richiamo del Muezzin.Un’altra grande festività religiosa, che fa molto discutere gli animalisti europei, è l’Aid Kebir (letteralmente festa grande), durante la quale, in ricordo del sacrificio di Abramo, ogni famiglia che se lo possa permettere sgozza un montone. In tutto il Marocco vige il divieto, ai non mussulmani, di entrare nelle moschee e nei santuari (marabutti). Questo divieto non è di origine marocchina, ma risale all’epoca del Protettorato francese. L’unica moschea visitabile è la monumentale “Hassan II” di Casablanca: si entra accompagnati da una guida e mai in orario di preghiera (ingresso 130 dh). Gli orari di visita sono: alle 9, alle 10, alle 11 e alle 14, d’estate alle 14,30. Il venerdì non si effettuano visite. 

DURANTE IL PERIODO DEL RAMADAN I NOSTRI TOUR SUBISCONO UNA VARIAZIONE DI ORARIO:
iniziano alle 09.15 e terminano tassativamente entro e non oltre le 17.00

 

LO STATO

Il Marocco è una monarchia costituzionale ed ereditaria, avente per capitale Rabat. Il re è la massima autorità religiosa (Amir al Mouminin o Comandante dei Credenti), capo supremo delle Forze Armate e presiede il Consiglio dei Ministri, nomina il Primo Ministro e, su proposta di quest’ultimo, i Ministri. Il Parlamento è formato da due camere elettive: la camera dei rappresentanti e la camera dei consiglieri; le elezioni politiche hanno luogo ogni cinque anni. In Marocco vi è pluralismo politico, si contano una trentina di partiti sia di maggioranza che di opposizione. Amministrativamente il Paese è organizzato in Regioni, Province e Comuni.